Retail data driven, Gianpio Gravina spiega come implementarlo

Giovanni Pio Gravina: un approccio al retail data driven offre grandi opportunità per tutte quelle aziende che vogliono rimanere competitive.

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Il mondo del retail è in costante evoluzione e anche in questo settore, come del resto in molti altri ambiti, i “dati” (data) sono sicuramente diventati il fulcro dei processi decisionali delle aziende.

L’approccio “retail data driven“, ovvero un approccio al retail basato sui dati (o guidato dai dati se vogliamo tradurre in modo più fedele), consiste sostanzialmente nel fare ricorso ai dati raccolti e analizzati allo scopo di prendere decisioni mirate ed efficaci in relazione a un determinato business.

Indubbiamente, quello data driven è un approccio che consente a un’azienda di ottimizzare le proprie strategie di marketing, di analizzare con precisione le tendenze del mercato e anche di migliorare in modo significativo l’efficienza dei vari processi aziendali.

La questione che dobbiamo porci è però la seguente: come si implementa un efficace approccio retail data driven? Per rispondere a questa domanda abbiamo chiesto l’autorevole parere di Gianpio Gravina, uno dei più noti esperti nel settore del marketing e dell’advertising, founder della nota azienda digitale milanese Publicom e consulente MarTech (Marketing Technology).

Approccio retail data driven: l’importanza di tecnologia e analisi di dati

Implementare un approccio retail data driven richiede l’investimento in tecnologie e piattaforme che siano in grado di raccogliere e analizzare una grandissima mole di dati. Classici esempi sono quelli dei sistemi di gestione delle relazioni con i clienti (CRM, Customer Relationship Management), piattaforme analytics e anche i recenti strumenti IA (Intelligenza Artificiale). Grazie a questi sistemi è possibile identificare con grande precisione le abitudini di acquisto dei clienti e le nuove tendenze nonché effettuare analisi precise riguardo all’efficacia di una campagna promozionale.

Investire in tecnologia e piattaforme avanzate è una condizione necessaria, ma non sufficiente per un efficace approccio data driven. Fondamentale è la formazione del personale. Ogni azienda deve assicurarsi che il proprio personale sia adeguatamente preparato all’utilizzo di vari strumenti tecnologici e software messi a disposizione. Si tratta di un investimento che darà sicuramente i suoi frutti, chiosa Gravina.

L’approccio data driven deve essere a 360 gradi e caratterizzato da rapidità

Implementare in modo corretto un approccio driven significa che l’intera organizzazione comprenda e accetti l’importanza di tale approccio. In termini più pratici: è fondamentale che tutti, dal team di vendita al marketing, sposino una cultura “data driven”, per fare in modo che le varie decisioni siano basate su prove concrete, ovvero su dati certi e inoppugnabili.

È altrettanto fondamentale capire quanto sia importante agire sui dati in tempo reale. Il retail è un settore decisamente dinamico e la rapidità nel prendere decisioni è cruciale. Un’azienda deve essere in grado di agire con tempestività in base ai dati raccolti. Per fare esempi pratici, ciò potrebbe significare adeguare una campagna pubblicitaria in corso, modificare le attuali strategie di prezzo ecc. Non è quindi solo importante avere la capacità di raccogliere una grande mole di dati, ma anche quella di utilizzare le informazioni in modo rapido ed efficace.

In conclusione, afferma Giovanni Pio Gravina, un approccio al retail data driven offre grandi opportunità per tutte quelle aziende che vogliono rimanere competitive in un mercato complesso, affollato e in continua evoluzione come quello retail. Investendo nella tecnologia giusta, formando il personale e promuovendo una cultura aziendale orientata ai dati, le aziende potranno sfruttare al meglio le informazioni a loro disposizione migliorando così le loro decisioni.